JOSE' BOVE'
nato
46 anni fa a Bordeaux, allevatore di bestiame nel "Larzac" sud della
Francia, sposato, due figlie, 560 pecore, capo della "Confederation Paysanne"
sindacato di sinistra dei contadini.
Nel 68, con il movimento studentesco, Bovè sceglie l'ala della non violenza
antimilitarista, trova dei compagni che la pensano come lui sul sistema paese
nella galassia della sinistra radicale. Nel 1987, fonda la Confederatio Paysanne
(Confederazione Contadina) con alcuni compagni del 68, di cui egli è
il portavoce. Come nasce l'antiglobalizzazione di Bovè? Josè Bovè
è una persona profondamente anticonformista negli anni 70, protesta contro
la militarizzazione della pianura del "Larzac", ancora nel 1995 protesta
contro i test atomici francesi di Mururoa. Nel 1998 Bovè viene condannato
a otto mesi di prigione con la condizionale per la distruzione di una piantagione
di mais transgenico. Il 12 agosto 1999 Bovè ed un centinaio di agricoltori
distruggono un McDonald's in costruzione per protestare contro i dazi decisi
dagli Stati Uniti contro un centinaio di prodotti agricoli francesi (tra cui
il formaggio Roquefort). Bovè e altri nove compagni finiscono in tribunale
per quel atto. Il 19 agosto Bovè si costituisce presso la prigione di
Montpellier. Viene organizzata una manifestazione per protestare contro quell
arresto; 500 persone scendono sulle strade di Millau controllate dalla polizia.
Il 7 settembre nasce un movimento internazionale di solidarietà che si
propone di sostenere Bovè nella sua lotta contro l'agricoltura industriale
e la globalizzazione in vista della preparazione del vertice dell'OCM. Questo
comitato provvede anche a pagare la cauzione per farlo uscire dalla prigione,
dopo tre settimane di detenzione. Uscito dalla prigione, durante un pic-nic
davanti al carcere dove egli era detenuto, invita Jacques Chirac e Lionel Jospin
ad esprimere le loro posizioni sui vari temi in programma al vertice dell'OCM.
Il 27 novembre, su iniziativa di Bovè e compagni, migliaia di persone
manifestarono in alcune città di Francia con lo slogan"Le monde
n'est pas une marchandise" Il mondo non è una merce. Il 27 febbraio
2000 all'apertura del salone dell'agricoltura a Parigi viene presentato i libro
di Josè Bovè e Francois Dufour "Le monde n'est pas une marchandise".
Bovè e Francois dedicano il loro libro al Presidente della Repubblica
Jacques Chirac che visita lo stand della Conferenza contadina. Il 15 marzo si
installa a Millau il comitato organizzativo della manifestazione del 30 giugno,
data alla quale si aprirà il processo dei dieci imputati nell'ambito
del affare MacDonald's. Il comitato organizzativo ha deciso di fare una campagna
popolare nelle città per informare la gente comune sulla globalizzazione
dell'economia e sul mercanteggiamento della vita. Oltre la pubblicità
fattasi con il processo , bisogna riconoscere la popolarità acquisita
da Bovè; egli in pochi mesi è riuscito ad internazionalizzare
i movimento anti globalizzazione del'economia ed associare alcuni movimenti
che militano per la cancellazione del debito del terzo mondo, in particolare
contro le istituzioni di Breton Wood cioè il FMI e la Banca Mondiale.
Nei mesi di aprile, maggio e giugno, le comissioni del comitato organizzativo
preparano un assemblea, invitando a Millau le associazioni che militano a sostegno
degli imputati. Il 30 giugno all'apertura del processo arrivano le delegazioni
dall'India, Africa, Stati Uniti, America Latina, Europa, e delle associazioni
(CCCOMC, Attac, Droits devant, Confederation Paysanne, Public Ctizen's, Direct
action Network) che conducono la battaglia contro la globalizazione; 25.000
persone nelle strade della città trasformano il processo di Bovè
in un allegro festival antiglobalizzazione. Il tribunale di Millau ha fissato
per il 13 settembre prossimo la sentenza nell'affare Bovè e compagni.
Il Procuratore della Repubblica di Millau ha chiesto dieci mesi di prigione
di cui nove con la condizionale. "Chiedo delle pene dissuasive affinchè
essi non ricomincino più con tali comportamenti", insistendo sulla
"gravità dei fatti". Secondo Bovè, con il suo processo
la città di Millau è diventata la capitale della resistenza alla
globalizzazione dell'economia; lo spirito del 30 giugno deve prolungarsi per
rinforzare le lotte e la mobilitazione . La giornata
del 30 giugno è stata dichiarata giornata della lotta contro la globalizzazione.
Ogni anno nello stesso giorno i movimenti antiglobalizzazione si ritroveranno
a Millau per riflettere sul futuro del mondo, e soprattutto dell'andamento dei
rapporti Nord/Sud, gli scambi commerciali, il problema del debito ecc.ecc.